Considerato uno dei nomi più significativi della scena rock d’autore in Italia, schivo e restio ai clamori di scena, tre dischi come solista, “Il Velluto Interiore” (1996, Lilium/Bmg), “io sono l’angelo” (1998, Lilium/Sony), e il nuovo “falene” (2004, Lilium/Venus), alcuni racconti pubblicati, un romanzo e un saggio di prossima uscita, lo hanno reso oggetto di fascinoso interesse su diversi piani. Diviso tra canzone, narrativa e pittura senza pose di aristocratica distanza dal pubblico, ma ritirato e solitario, è difficile eguagliarne coerenza e riservatezza. Definito “l’unico vero artista a tutto tondo del panorama italiano” per lui sono stati scomodati senza esitazioni paragoni altisonanti, ma il tocco inconfondibile, marcato da un denso sensualismo unito a una dimensione lirica di rara intensità lo distin-guono da chiunque. L’album “io sono l’angelo”, è stato salutato dalla critica unanime come uno dei migliori dischi degli ultimi anni in Italia (vedi www.liliumproduzioni.com), mentre il nuovo “falene”, da più parti definito il miglior disco italiano degli ultimi tempi, gli sta lentamente ritagliando un ruolo di rilievo nella scena non solo musicale. Ha prodotto inoltre dischi di rilievo, tra i quali “come fiori in mare” (2001, ExtraLabels/Virgin) tributo dedicato a Luigi Tenco, (ospiti Ivano Fossati, Stefano Benni e molti altri), Targa MEI 2001 come Progetto Discografico dell’Anno. E’ Direttore Artistico del Festival “poiesis” dedicato all’incrocio tra diverse arti, e del Premio Musica d’Autore “Paolo Pavanello” di Trento. Grazie al particolare carisma che distingue le sue opere, è noto anche come letterato fine e trasgres-sivo. In letteratura, dopo la fama sotterranea ottenuta a vent’anni col primo e tuttora inedito “Giorno Automatico”, l’esordio avviene col ro-manzo “Filosofia dell’Aria” (1988, L.M.P.L.G./Stampa Alternativa), scoperto e pubblicato da quel Tommaso Labranca oggi noto opinio-nista e scrittore, (il Romanzo sarà 2006 ristampato con allegato un CD di soli brani musicali), mentre nel 1993 appare il racconto “L’Officina dei Gemiti” (‘Millelire’/Stampa Alternativa), che consolida la sua fama di scrittore di forte intensità lirica; i racconti “l’ubbidiente giovinezza - racconti di luce” (1999, Ediz. Il Sestante/Ultrasuoni) presentati sottoforma di letture-concerto nella cornice visionaria della Mostra di dipinti di questo personaggio unico nel panorama italiano, ne hanno rivelato l’aspetto narrativo più seducente e poetico. Con la pubblicazione di “Devi chiamarmi sempre” (Campanotto Editore, 2006) di Anna Lamberti Bocconi, con l’introduzione di Ivano Fossati, nel Cd allegato Onorato interpreta e musica il Poemetto “Ad Amelia Rosselli”. “falene” (Lilium/Venus), il nuovo album, si sta rivelando come un vero evento, intriso di poesia e libero da schemi di genere. Molta parte della stampa nazionale lo ritiene uno dei migliori dischi italiani degli ultimi anni. Accompagnato da uno sciame di musicisti maestri di sensibilità, l’universo di Onorato si insinua nella scena attuale recando l’oscurità di un volo di falena, col tocco leggero e segreto che canta in poesia la malinconia e la ferocia del nostro tempo.
gianCarlo Onorato in concerto.
L’attività dal vivo di gianCarlo Onorato è stata finora, al pari della sua produzione discografica, piuttosto distillata. Il ritorno sulle scene dopo la pubblicazione di “falene” è avvenuto durante l’estate 2006, con la partecipazione al Premio De André a Roma, nella Piazza intitolata al cantautore genovese, il 08 Luglio. Con una strepitosa formazione composta da Andrea Viti al basso (ex Afterhours), FranciOmi al pianoforte, chitarra e voci (ex Il Grande Omi), Massimo Fantoni alle chitarre (straordinario chitarrista e produttore già al fianco di Chimenti, Parente, Donà e Benvegnù), Alessio Russo alla batteria, e Fabio Mercuri alle chitarra. Un concerto che ha mostrato tutte le risorse poetiche, visionarie e taglienti del rock maturato negli anni dall’Autore.
Due diverse dimensioni di concerto
Prossimamente, con le prossime pubblicazioni sia musicali sia settarie, si prospetta un più corposo ritorno alle scene, con almeno due dimensioni differenti: da una parte il concerto vero e proprio, con la formazione al completo e una rivisitazione di tutto il repertorio di questi anni, dall’altra una formazione più intima e mirata per recital più intimi, e più vicini alla dimensione letteraria che a partire da gennaio sarà rilanciata dalla pubblicazione di “filosofia dell’aria” (romanzo + disco) prima, e a marzo dalla pubblicazione del nuovissimo romanzo “il più dolce delitto”.
gianCarlo Onorato produttore
Già a partire dalla pubblicazione di “io sono l’angelo”, gianCarlo ha intrapreso una intensa attività di produttore artistico, che ha poi sfociato in una serie di realizzazioni per sé e per gli altri, premiate tutte da un crescente apprezzamento da parte di critica e di pubblico.
Nel 2001 firma con Marialaura Giulietti la produzione artistica di quel tributo a Luigi Tenco “come fiori in mare - luigi tenco riletto” (Extra Labels/Virgin), ospiti Ivano Fossati, La Crus, Marco Parente, Roy Paci e Aretuska, John De Leo e Stefano Benni e molti altri, considerato come una delle migliori realizzazioni condotte in omaggio al grande e compianto autore. Per quel disco riceve la Targa MEI come miglior compilazione dell’anno 2001. Il disco contiene tra le altre cose pregevoli una versione di Onorato di “come le altre” di Boris Vian che Tenco aveva fatto sua nel 1966, riportata qui ad una dimensione di fusione tra linguaggio e contenuto già a partrire dalla scelta delle sonorità. Nel brano gli fa da contraltare Mario Congiu, autore e produttore torinese (già produttore di Lalli e Stefano Giaccone) che diventerà di lì a poco il suo alter ego per produzioni future.
Ma è nel 2004 che il sodalizio per la produzione a quattro mani con Congiu porta a maturità il frutto tanto atteso: “falene” (Lilium/Venus). Il disco che consacra Onorato definitivamente nella rosa assai ristretta di coloro che hanno segnato una strada nuova alla musica di contenuto nel nostro Paese. Dimostrazione saranno gli innumerevoli attestati di stima e le pubblicazioni storiografiche che seguiranno alla pubblicazione del disco, che non muta tuttavia la collocazione di Onorato sul filo di una misurata distanza dal bailamme generale in cui versa la musica indipendente.
Nel 2006 esce “guignol” un disco scuro e intensamente ruvido della omonima formazione milanese. Onorato qui è produttore artistico e sorta di supervisore, a tratti presente anche in alcune tracce al pianoforte e alle percussioni. Il disco riceve al MEI 2006 un attestato come rivelazione discografica.