Guignol. Rock d'autore, rabbioso e malinconico.

Secondo capitolo discografico per Guignol, atteso seguito dell’esordio con l’omonimo “guignol” del 2006. La formazione milanese affila la lama di un narrato ricco di pathos e affidandosi per la seconda volta alla regia di gianCarlo Onorato che già aveva prodotto il loro esor-dio, mescola con sapienza il blues metropolitano, lo spunto d’autore, e il coraggioso riapprodare di certo rock alla ricerca, sia sonora che sti-listica, per un disco intenso e maturo. Affiorano così tra brani irruenti e obliqui e ballate fuori da ogni ordine, i fantasmi di figure metropo-litane dolenti ma superiori, di vincitori estremi e non visti, (“l’In-diano”), o malinconicamente devoti alla ricerca di un qualche indefi-nito successo (“Il grande complotto”) (“Rubacuori”). Ma al setaccio di un’analisi feroce che è al contempo disillusione sul presente, non sfugge un richiamo alla bellezza percepita come nativa, come bagaglio primordiale di chi arriva come profugo, prima d’essere intaccata dallo sporco del vivere ordinario.
L’indiano/Il sole si fa rosso/ Il grande complotto/Famiglie/Strada per dio sa dove/Stupore/Il cielo stava a guardare/ Rubacuori/Ballata dei giorni andati/La fuga/L’ultima canzone.
“Rosa dalla faccia scura”
Guignol vive di un suono potente, chitar-ristico ma anche più articolato, con uno strumentario vasto che va dal-l’organo al glockenspiel, sino ad un uso sempre più inventato delle ritmiche, cogliendo gli spunti autoriali per declinarli con naturale forza in un personale oltre di ogni singolo genere sfiorato.

…Rosa è giovane di indocile sfrontatezza, dolce e ruvida, meticcia e tzigana…
Rosa è scura di esistenze raminghe, con addosso i segni dei passaggi attraverso i luoghi e i conflitti d’ogni tipo… 
Rosa è la brezza tesa di altri luoghi, tempi e culture, soffiante sui miasmi di un Paese in caduta libera…(Guignol)

www.guignol.it

Myspace: www.myspace.com/guignolband